domenica 21 novembre 2010

Lodevole iniziativa da parte dell’Amministrazione Comunale e delle Associazioni CESPOS e Ass. Oltre l’Obbiettivo per la 1^ giornata Nazionale dell’albero a Scordia:

Si tratta della disposizione legislativa, legge 29 gennaio 1992 n. 113, che fa partecipi le amministrazioni a mettere a dimora un albero per ogni neonato entro dodici mesi dalla registrazione anagrafica.

L occasione per richiamare l'attenzione di tutti, ma soprattutto dei giovani, sull'importanza dei boschi e delle foreste, sul loro fondamentale ruolo di polmone verde per la Terra.
La città di Scordia ha aderito all'iniziativa promossa dal ministero dell'Ambiente e denominata "Giornata nazionale dell'Albero", sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica. L’Assessore Bennardo partecipe all’iniziativa ritiene che, così facendo, venga valorizzato lo stretto legame tra il futuro delle prossime generazioni e il futuro degli alberi un'iniziativa nazionale tesa alla valorizzazione dell'ambiente e del patrimonio arboreo e boschivo, alla riduzione delle emissioni, alla prevenzione del dissesto idrogeologico ed al miglioramento della qualità dell'aria, attraverso la messa a dimora di un albero per ogni nato. Oggi Domenica 21 novembre, sono state messe a dimora 21 (ventuno) piante fornite dal Corpo Forestale dello Stato, collocate, grazie ai volontari dell’associazione “CESPOS” Pres. Maria Carmela Scavo - e all’Ass. Oltre l’Obbiettivo Pres. Giovanni Sciannaca.

sabato 20 novembre 2010

Il Cremoncello di Zia Cuncetta

eh eh,fortuna che zia Cuncetta ci dà il benvenuto:
QUESTO E’ IL PERIODO PER FARE IL CREMONCELLO lei lo preparava già  dall'età di 4 anni.
occorrente x 3 litri di cremoncello:


una decina di limoni biologici,belli grossi e profumati
1 litro di alcool puro
2 litri di latte fresco
1.7 kg di zucchero (quantità variabile da 2 a 1.5kg a seconda del gusto)

accessori:
una brocca
cellophane
un pelapatate
una calza nuova da donna
qualche bottiglia vuota
pulite bene bene i limoni e asciugateli accuratamente

sbucciateli curandovi di non asportare la parte bianca,troppo amarognola
mettete nella brocca le fettine ottenute e il litro di alcool
tappate la brocca col cellophane
conservate in un mobile x almeno 2 settimane.più lasciate macerare e più il gusto ci guadagna
solitamente si lascia per 3settimane
ogni giorno mischiate il composto in modo da smuovere il tutto
passato il tempo desiderato x il composto,è ora di passare all'azione
mettete sul fuoco il latte
aggiungete lo zucchero e portate ad ebollizione
lasciate bollire almeno 5 minuti a fuoco lento.più bolle e più il cremoncello verrà bello denso e cremoso.i olo faccio bollire anche x 30minuti
mentre il latte è sul fuoco....
prendete la calza utilizzandola come filtro

e riempite le bottiglie vuote (utilizzo quelle di plastica dell'acqua)

ripetete l'operazione più volte finchè vedrete che tutte lo sciroppo non ha più granelli e impurità

lasciate raffreddare il latte
una volta freddo,aggiungete lo sciroppo di alcool e limoni
mischiate,mischiate,mischiate e....
imbottigliate nel vetro
conservare rigorosamente in freezer
nonostante sia stato utilizzato latte fresco,grazie all'alcool e al gelo,il cremoncello si conserverà tranquillamente x mesi
lo offro spesso ad amici ed amiche,e anche i quasi totalmente astemi hanno sempre apprezzato:
profumo intenso,gusto dolce e cremosità x le papille.

domenica 14 novembre 2010

SCORDIA: E L'AMMINISTRAZIONE STA' A GUARDARE

Atr. Pubblicato il 14/11/2010 da Nino Messina


La scarsa attenzione dell’amministrazione per il verde pubblico è stata più volte denunciata. L’amministrazione ha intenzione di intraprendere qualche posizione per recuperare le piazze ed il verde pubblico?
I consiglieri comunali per l’argomento in questione dove sono?
Per ottenere risultati in merito al verde e all’ambiente bisogna interessarsi dell’argomento, e chi dovrebbe interessarsi? 
Ma….. intanto oggi 14 Novembre 2010 a Scordia alcuni cittadini si sono avventurati forse, senza autorizzazione da parte dell’amministrazione, per pulire il verde che stà in piazza Pier Santi Mattarella “ a piazzetta di Valenti” per capirci.
I risultati sono positivi in quanto gli operai-cittadini che si sono avvicendati hanno prodotto un buon risultato che si vede dalle foto, un grazie e  buon lavoro a Tutti gli “operai-cittadini” che si sono interessati.
Purtroppo ancora oggi siamo costretti a vedere le nostre aree verdi nel degrado più assoluto, mentre nelle città limitrofe come Grammichele - Caltagirone e altre valorizzano i loro spazi pubblici in maniera esemplare.
Si potrebbe seguire l’esempio di che stanno sperimentando altre città, l’affidamento temporaneo delle aree pubbliche a privati.  Soprattutto nel periodo primavera-estate i privati curano il verde pubblico e sono invitati a realizzare attività ludiche e culturali.
Evidentemente l’argomento non è di vitale interesse;  secondo i nostri amministratori la vivibilità di una città non si misura anche da questo il “verde”.

Ecco alcune proposte da votare per i cittadini:

• Potrebbe essere il caso oggi di adottare il sistema degli sponsor. Così come avviene in tante città del centro nord, le aree verdi vengono sponsorizzate spesso da florovivaisti che, in cambio della pubblicità, provvedono a mantenere in ordine la stessa.

• Un’altra proposta è la forma di adozione da parte di associazioni o di gruppi di cittadini che, con l’approvazione da parte dell’ufficio comunale competente, potessero curare il verde.

Vai e Vota la tua proposta.

cittadini-operai al lavoro prima
la piazza prima
la piazza prima


la piazza dopo l'intervento dei cittadini-operai




domenica 3 ottobre 2010

Scordia: lettera aperta al consiglio comunale "denuncia per il comportamento nei confronti del dirigente dell'ufficio tecnico settore edilizia"

lettera pubblicata il 01 Ottobre 2010

Si porta a conoscenza dei Cittadini di Scordia la denuncia fatta con lettera aperta, dei comportamenti del dirigente dell'ufficio Tecnico settore edilizia Privata.
Le ragione di questa denuncia pubblica di quanto sta accadendo, nasce dall’esigenza di fare trasparenza e comunicare alla cittadinanza quanto e giusto che si sappia, tenendo sempre a cuore la difesa del bene dei cittadini e del nostro territorio.

     Scordia, agosto 2010


Al Presidente

del Consiglio Comunale

e (tramite il Presidente) ai Consiglieri Comunali

e per conoscenza al sig. Lorenzo Gugliara



LETTERA APERTA



Oggetto: Denuncia del comportamento del Dirigente dell’Ufficio Tecnico

settore edilizia privata e urbanistica.



Il sottoscritto dott. ing. AZZARA Nicolò

DENUNCIA

quanto segue.

In un’epoca in cui a tutti sembra difficile affrontare con serenità la quotidianità e in cui il futuro prossimo si presenta a tinte fosche per una crisi economica diffusa e che colpisce le classi sociali più deboli e più svantaggiate, a Scordia si è riusciti a creare un altro MOSTRO: la BUROCRAZIA!

Il termine BUROCRAZIA proviene dall’unione della parola francese BUREAU (ufficio) e dalla parola greca KRATOS (potere). Un potere (o, più correttamente, una forma di esercizio del potere) che si struttura intorno a regole impersonali e astratte, procedimenti, ruoli definiti una volta per tutte e immodificabili dall'individuo che ricopre una funzione.

Alcuni personaggi hanno detto:

“Scopo della burocrazia è di condurre gli affari dello Stato nella peggior possibile ma-niera e nel più lungo tempo possibile.” (Carlo Dossi).

"La burocrazia è l'incapacità addestrata." (Thorstein Veblen).

"La burocrazia è solo il formalismo di un contenuto che è fuori di essa." (Karl Marx).

"La burocrazia: un gigantesco meccanismo azionato da pigmei." (Honorè de Balzac).



Non vi è dubbio che tale sistema vi sia sempre stato, ma quando, a dirigere un ufficio di notevole importanza qual è l’Ufficio Tecnico di un Comune, vi si mette un tec-nico che è arrivato fino a quel punto senza avere mai sostenuto un concorso pubblico, con una quasi inesistente esperienza da libero professionista, ma con una notevole ‘paura’ a prendersi responsabilità, con un viscerale senso di egoismo, con un’innata propensione a rendere difficile anche la cosa più semplice, allora quella BUROCRAZIA si materializza e si personifica in un unico individuo.

E’ indicativo il motto che un suo ‘maestro di vita’ gli ha trasmesso e che lui ha fatto suo: “Meno cose autorizzi, meno denaro - se trattasi di contributi pubblici – conce-di, e meno rischi”.

E come si può applicare tale filosofia? In due maniere.

La prima è applicare con dovizia qualsiasi norma, restrizione, limitazione, regola – assurda per quanto possa sembrare – al fine di negare l’autorizzazione; e nella giun-gla della legislazione italiana non si ha alcuna difficoltà a trovare un codicillo qualsiasi.

La seconda è rinviare, accantonare, sfiancare il richiedente, posticipare, magari parandosi le spalle con qualche lettera d’interruzione dei termini per la mancanza di una marca da bollo o con la richiesta di ulteriore inutile documentazione.

Certo, ci sarebbe una terza soluzione: dimettersi da qualsiasi ruolo ‘pubblico’, aprirsi uno studio privato ed esporsi alla clientela da libero professionista. Si, ma poi come farebbe a spiegare al cliente che, secondo la sua concezione ‘burocratica’, per costruirsi una casa ci vogliono duecentotrentuno documenti sviluppati in disegni, rela-zioni, fotografie, dichiarazioni (a firma del committente, ovviamente), certificazioni, ri-scontri, marche da bollo, anche se alcune indispensabili e molte altre inutili?

No, meglio di no. Va finire che tutti lo mandano a cagare e nessuno richiederà la sua prestazione. E chi porta il pane a casa?

Nulla da fare, terza soluzione esclusa.



Si diceva di lettere d’interruzione dei termini, ma, in fondo, chi controlla i tempi di durata della richiesta di una concessione? Quale amministratore ha mai punito un diri-gente per le durate assurde di una pratica? A memoria del sottoscritto: nessuno. Am-ministratori attuali compresi.

E’ ormai diventata una consuetudine che l’avvio di una pratica avvenga dopo ben SEI MESI (verificare per credere) dalla sua presentazione. Conseguentemente, se tutto va bene, anche la più banale richiesta viene ottemperata dopo almeno un anno.

Certo che se i nostri dipendenti dovessero essere stipendiati in proporzione al lavoro che smaltiscono, le loro famiglie vivrebbero sotto i limiti dell’indigenza.



Snocciolo qualche dato.

Negli ultimi vent’anni questo Comune ha rilasciato circa 120 concessioni edilizie l’anno, con punte maggiori nella prima metà degli anni novanta. Per un puro caso del “destino infame” nel 2008 il numero si riduce a 72. Va bene, si potrebbe pensare, l’Amministrazione, e di conseguenza l’attuale dirigente, si è insediata nella seconda metà dell’anno. E poi vogliamo dimenticare il caos creato dal nuovo Piano Regolatore? E, si sa, il ragazzo è nuovo…. deve farsi le ossa… diamogli tempo e fiducia….. bla bla bla.

Anno 2009, concessioni edilizie rilasciate: 76!!!! Qualcosa non va, ma il nostro Eroe ha la soluzione. E’ troppo oberato di lavoro, troppi impegni. L’Ufficio Tecnico af-fronta troppe problematiche, troppi sottoposti da seguire, qualche sottoposto che, ama-reggiato per la defenestrazione dell’attuale maggioranza, si rifiuta di lavorare o s’inventa mille scuse per non fare il proprio dovere. Soluzione: separare l’Ufficio Tecni-co in due tronconi e affidarne la dirigenza allo stesso Eroe e i lavori pubblici (i più ro-gnosi, si sa, acquedotto, spazzatura, verde pubblico, reti di urbanizzazione varie) a un altro dirigente. Finalmente! Metà lavoro, più risultati, verrebbe da pensare.

Seguendo la media delle concessioni rilasciate fino alla data odierna, nell’anno 2010 con molta probabilità si arriverà a raggiungere il numero di…. signore e signori… 50 (si, diconsi cinquanta).

Risposta dell’azzeccagarbugli di turno: beh, c’è la crisi, sicuramente la gente non ha più soldi per costruire e, quindi, presenta meno richieste.

Risposta all’azzeccagarbugli di turno: nonostante la crisi, nell’ufficio dell’edilizia privata è accatastato un bel mucchietto di pratiche inevase, pari a circa CENTOVENTI (!) e oltre; e qualche altra decina in attesa (lunga molti mesi) del calcolo degli oneri concessori e, quindi, del successivo rilascio della concessione.



Non ne sono a conoscenza, ma sarei curioso di sapere se le somme provenienti dagli oneri concessori, inserite nel Bilancio di Previsione, abbiano una corrispondenza con il Bilancio Consuntivo. Ho qualche perplessità, visto l’andazzo.



Per fare un esempio: i proprietari di un noto ristorante di Scordia presentarono una richiesta di concessione nel lontano 17 febbraio 2009, al fine di regolarizzare par-zialmente la loro situazione. Continuando a pagare multe e rischiando la chiusura (con la conseguente perdita del posto di lavoro di circa dieci persone), sono trascorsi dicias-sette mesi e ancora sono in attesa di una risposta positiva.

Il nostro solerte dirigente, comunque, riesce sempre a pararsi le spalle, scriven-do diffide varie.



Gli stessi proprietari del ristorante in data 6 luglio 2009 presentarono istanza per la realizzazione di una tettoia, così come prevista dal regolamento edilizio vigente. An-cora tutto langue!



La rabbia viene fuori allorché si considera che, in una fase storica di crisi eco-nomica nazionale e locale, nessuno si renda conto di cosa voglia dire tenere fermi, grazie a un’ottusa burocrazia, più di cento probabili cantieri. Un insieme di lavori che danno da vivere a migliaia di addetti (professionisti, imprese costruttrici, dipendenti del-le imprese, artigiani, fornitori, dipendenti dei fornitori, ecc.) e, di conseguenza, a tutti gli operatori di quel terziario che fornirà servizi a chi, lavorando, spende.



Ma c’è qualcuno che si sforza a capire che dietro una richiesta di concessione edilizia c’è tanta economia che gira? Tante speranze, aspettative, investimenti, sogni?



C’è ancora in circolazione qualcuno che spieghi ai burocrati e agli amministratori che sono, né più né meno, dipendenti dei cittadini, pagati per dare servizi con disponi-bilità, solerzia, gentilezza e, visto che non costa nulla, un sorriso in faccia?



Qui non si chiede il licenziamento di nessuno ma che, almeno, se c’è qualcuno che ricopre un ruolo di responsabilità arrecando danni alla comunità che lo paga, gli si tolga la carica che ricopre. Carica, tra l’altro, regalategliela senza aver dimostrato alcun merito precedente.



Tenendo in considerazione che il sottoscritto è a conoscenza solo di parte di quanto avviene nell’Ufficio Tecnico, settore edilizia privata, chissà quante altre situa-zioni estreme sono avvenute o avvengono. Basta poco per accertare.



Il tutto potrebbe far pensare che abbiamo a che fare con un lavoratore indolente, scansafatiche, rubastipendio. E invece no! Il nostro dirigente dimostra una notevolissi-ma solerzia e senso della legalità, spesso in maniera maniacale, allorché riesce a tro-vare l’inghippo, anche il più banale possibile, per mandare diffide, ordinanze di demoli-zione, a richiedere, in quella suddetta giungla della normativa italiana, ogni documento possibile e immaginabile.

Ha la grande capacità di rendere difficile la pratica più semplice che possa es-serci.



Dall’inizio dei lavori si hanno tre anni di tempo per completare l’opera. Si riesce a costruire la struttura, il tetto, le murature esterne, a volte anche i divisori interni. In-somma l’involucro autorizzato è già stato realizzato. Poi, per vari motivi e anche per ri-dotta capacità finanziaria del cittadino, i tempi si allungano. La concessione decade trascorsi i tre anni. Decidi di riprendere i lavori di completamento e pensi: che ci vuole? Sono lavori d’intonaco, pavimentazione, impianti. Che cambia rispetto a quanto auto-rizzato? Nulla, basta una semplice comunicazione, no?

E invece ecco che entra in gioco il Nostro.

Presentare di nuovo tutti gli elaborati come se fosse una nuova concessione, chiedere il parere istruttorio, chiedere il parere alla Commissione Edilizia, il parere sani-tario, e… sentite sentite…. RICALCOLARE E RIAPPLICARE GLI ONERI CONCES-SORI, che chiaramente nel frattempo sono aumentati. Qualcuno pensa che questa possa chiamarsi, come minimo, truffa al cittadino. Se poi tale truffa è commessa con l’avallo del Sindaco e dell’Assessore, si potrebbe chiamare associazione a delinquere, no?



E che dire delle autorizzazioni di tettoie, così come previsto dall’articolo 20 della Legge Regionale n° 4/2003? Qui superiamo la realtà. In questo caso non basta più quanto previsto dalla legge o quanto sottolineato da sentenze di Tribunali Amministrati-vi. Il Nostro va oltre, legifera lui stesso e reputa che tale normativa è troppo lassista. Chiedete a quei cittadini e a quei tecnici liberi professionisti che avrebbero voluto utiliz-zare tale legge. Qualcuno è già sotto cura per esaurimento nervoso.



Vogliamo parlare della volontà di demolire un fabbricato per costruirne uno nuo-vo in zona C3 in Montagna, e sentirsi rispondere, ovviamente negando il rilascio della concessione edilizia, che prima occorre un PIANO DI LOTTIZZAZIONE???



E che dire dell’apertura al pubblico degli uffici solo per due ore giornaliere e solo di mattina (periodo estivo)? Uno strano concetto del ‘servizio’ da dare ai propri datori di lavoro (i cittadini). Io direi che quel concetto si esprima in un solo pensiero: la gente, e i professionisti in particolare, non ha nulla da fare (‘sti scansafatiche!) e viene a bivacca-re nei Nostri (l’aggettivo di possesso non è affatto casuale) posti di lavoro, facendoci perdere solo tempo.

Se dovesse dipendere da qualcuno, nemmeno quelle due ore. Tant’è!

E come ci tiene a chiudere puntualmente le porte, dando l’incarico di non aprire a nessuno, pena chissà quale punizione!



A chi scrive verrebbe da dire: dammi il servizio che mi devi, dammi un certificato di destinazione urbanistica in due giorni, dammi una concessione edilizia in un mese, dammi la certezza di un’unica lettura della normativa da applicare e vedrai di sicuro che puoi tenerti le porte chiuse tutto il giorno!!!!!



D'altronde il personaggio era già famigerato quando conduceva l’ufficio che si occupava delle pratiche del sisma del 1990.

Una verifica maniacale di tutte le documentazioni. Addirittura rivedeva passo dopo passo i computi metrici inseriti nelle pratiche riuscendo (grande atto di eroismo e di perfetta solerzia!) a trovare qualche centesimo di differenza, al punto da costringere i tecnici a rivedere l’intera documentazione. E, applicando il famoso motto tramandatogli dal suo Maestro di Vita, a far perdere somme importanti di contributi ai cittadini.

Basta chiedere all’attuale Sindaco, a suo tempo, da normale cittadino, anch’egli vittima dell’Eroe.

Aveva voglia il Prefetto a sbraitare nel telefono: “ma lo volete capire o no che questi contributi vanno spesi a Scordia, altrimenti vanno perduti e restituiti a Roma?”



Bizzarri i casi della vita. Quello stesso Sindaco lo “premiò” nominandolo Dirigen-te Supremo. Forse sperando che, nel frattempo, si fosse ravveduto.

Ma, si sa, se prendi un asino per fargli fare il cavallo da corsa, sempre asino rimane!



La domanda finale che pongo a chi legge e, in particolare al Presidente del Con-siglio Comunale e a tutti i Consiglieri Comunali:

qual è il limite di danno possibile, alle tasche dei singoli cittadini e alle tasche del Comune, che una sola persona è autorizzata a raggiungere prima di fare suonare un campanello di allarme e prima di mandarlo a casa?



Si potrebbe opinare che la colpa non è della pistola che spara ma di chi la impu-gna e preme il grilletto. Ebbene: qualcuno tolga questa pistola dalle mani del Sin-daco!



Amareggiato, confuso, arrabbiato, insofferente,

dott. ing. AZZARA Nicolò

Scordia: calo della differenziata

Scordia: calo della differenziata
del 11 Luglio 2010
Sono trascorsi più di 12 mesi dall’avvio “dal 27Aprile 2009” della "sperimentazione” sulla raccolta differenziata a Scordia, dal porta a porta del centro storico allargato sui 9.000 abitanti, e del progetto sulle periferie dei cassonetti raddoppiati per la raccolta del cartone, vetro, plastica ecc… sulle buste da dare ai cittadini per la raccolta del secco, carta cartone e plastica, il mastellino per l’organico importante per estrapolare quella parte di differenziata dai rifiuti che incide quasi il 40% cifre importanti raggiunti già all’inizio della sperimentazione e assestatesi al 33% in media fino a dicembre 2009. fino alla card elettronica che consentiva ai cittadini di conferire direttamente al centro di raccolta aperto a tutt’oggi tutti i giorni.
Comunque dai numeri mostrati sul sito di Kalat Ambiente Spa ad un anno ad oggi, si evidenzia un forte calo progressivo della raccolta differenziata dell’8% (Giugno 2009 R.D. attestata al 37,87%) – (Giugno 2010 R.D. al 29,15) calo che sicuramente inciderà sul bilancio del nostro Comune di Scordia e quindi sui cittadini di Scordia.
Con il susseguirsi di assessori, dalle dimissioni date dall’ex Assessore all’Ambiente Nino Messina, nessuno dei nuovi è stato in grado di modificare o incrementare il servizio a favore dei cittadini al contrario è stato effettuato un aumento della TARSU per l’anno 2010, senza nessuna modifica al piano annuale presentato per il 2009 dall’ex Ass. all’Ambiente Nino Messina.
La ragione di questa denuncia pubblica di quanto sta accadendo, nasce dall’esigenza di fare trasparenza e comunicare alla cittadinanza quanto e giusto che si sappia, tenendo sempre a cuore la difesa del bene dei cittadini e del nostro territorio. Certo e da lodare e ringraziare pubblicamente quei cittadini che nonostante tutto si sono impegnati da Aprile del 2009 al nuovo progetto della raccolta dei rifiuti, mentre dobbiamo registrare che i susseguirsi degli assessori per la raccolta dei rifiuti continuavano e continuano a brillare di scarso impegno e mancata lungimiranza sulla politica dei rifiuti (cioè nessuna idea).
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giovedì 8 aprile 2010

CRISI POLITICA NEL COMUNE DI SCORDIA?

CRISI POLITICA NEL COMUNE DI SCORDIA?
(art. pubblicato da Nino Messina) Giovedì 8 Aprile 2010

Si avvia verso una soluzione condivisa “forse”, la crisi politica che attanaglia il Comune di Scordia. Il Sindaco Angelo Agnello si è detto disponibile alle richieste che parte del centrodestra ha formulato recentemente:

Tra le richieste avanzate d’alcuni esponenti del centrodestra, nella riunione del 07/04/2010 tenutasi prima dell’adunanza consiliare, è stata chiara e limpida la proposta fatte dai consiglieri Caldiero e Calandra che fanno riferimento agli Onorevoli Pugliese e Catanoso, il consigliere Caldiero suggerisce, che è necessaria una rielaborazione degli equilibri sia in ambito consiliare, della maggioranza e all’interno del P.d L. di Scordia, di fatto la proposta fatta al Sindaco Agnello dai consiglieri e stata quella di avere l’assessore di riferimento, nella persona del Cav. Bennardo Giuseppe attualmente impiegato del Ministero dell’Interno, proposta avanzata durante la riunione di maggioranza. La proposta in ogni caso deve essere ridiscussa in una riunione del P.d L. che a giorni dovrebbe riunirsi per decidere sul da farsi e sciogliere alcuni nodi rimasti.

A tal proposito il Sindaco sentiti, gli onorevoli di riferimento e la maggioranza, si è fatto garante che appena si sarebbe riunito il P.d L. e risolta la situazione politica interna, provvederà alle richiesta fatte del P.d L.